26/09/2010

CDS Assoluto Femminile Finale Argento


Il campo di Comacchio, con la pista consumata e con un muro che “ci faceva sembrare di essere in prigione” ci regala una delle imprese più belle della nostra storia. Un risultato che nessuno poteva preventivare, ma che è maturato gara dopo gara, tenendoci in tensione fino alla fine e facendoci temere di averlo perso quando era ormai a portata di mano. Alla fine l’urlo liberatorio delle ragazze, la festa sul podio ed un Alessio Mavilla quasi in lacrime (oltre che in mutande per pagare pegno al suo tradizionale pessimismo) ci hanno fatto capire che era tutto vero. Di seguito la cronaca delle due giornate di gara (ricordando che ogni società poteva schierare fino a due atlete per ogni specialità, per un totale di 24 atlete per ogni singola gara, e che le prime due società classificate avrebbero colto la promozione in A Oro per il 2011). Dopo un tranquillo viaggio in pullman (in compagnia della squadra maschile di Toscana Atletica) la squadra arriva al campo più o meno in orario, accolta dal sole anziché dalla paventata pioggia (ma il vento farà comunque le bizze). Riunione tecnica, un rapido pranzo ed è già il momento di scendere in pista. Si comincia con il martello dove la condizione dell’allieva Gessica Serra (quarta in Italia nella sua categoria) è un’incognita in quanto gli esami di riparazione l’hanno costretta a riprendere la preparazione da due sole settimane. Gessica però fuga al secondo lancio tutti i dubbi sulla sua preparazione e sulla sua tenuta mentale in un grande evento con una bordata da 47,53 che vale il quarto posto. La più esperta Valentina Raspa, dopo averci fatto tremare con due nulli ai primi due lanci, piazza un 38,03 che vale il 12° posto. L’inizio è senza dubbio incoraggiante. Terminato il martello è la volta dei 100 hs, con Martina Da San Biagio che afferra un altro quarto posto, attaccando le barriere con la sua consueta grinte (imprecando per la “classica” contemporaneità tra ostacoli e triplo) e chiudendo in 15”05 (ventoso). Va meno bene alla junior Alessandra Lumaca che regge fino a metà gara ma poi, disturbata dal forte vento, perde il ritmo e chiude come può al 17° posto. Terminati i 110 hs Martina si riporta sulla pedana del triplo dove (gareggiando oltretutto contro l’argento europeo Simona La Mantia) coglie la seconda perla della giornata: un 12,18 (ventoso) di apertura che le varrà la quarta piazza finale ed un totale di 42 punti portati alla squadra nelle sue gare. Bene anche Alessia Berti che, in una gara che non le è così abituale, coglie l’8° posto in 11,91. La gara dell’alto comincia alle 16,15 e terminerà dopo quasi due ore. Ma con una Sara Baracani grande (e forse inattesa) protagonista. L’allieva di Riccardo Rossi supera alla prima prova tutte le misure della progressione fino ad 1,60, misura che non superava più dalla stagione indoor. Poi si ferma ad 1,65, come molte altre atlete, ma la sua progressione “pulita” le regala il quarto posto alle spalle delle inarrivabili Demo, Cipolloni e, soprattutto, Alessia Trost (campionessa mondiale allieve in carica). L’astista Claudia Benedini non va invece oltre un 1,50 (al secondo tentativo) che le vale il 18° posto, ma non era lecito attendersi molto di più. Mentre Sara continuava a stupire nell’alto, era la volta dei 100 metri, dove schieravamo due delle nostre punte. L’olimpionica Audrey Alloh (che ai cds veste ancora la nostra maglia) è preceduta solo dall’amica e compagna di nazionale Martina Giovannetti e conquista il secondo posto in 11”99. La junior Camilla Fiorindi si impone nella sua serie (12”31) e chiude al sesto posto. La classifica provvisoria ci vede sorprendentemente al comando. E’ la volta dei 400, disturbati dal forte vento che limita le prestazioni di tutte le partecipanti. Chiara Del Nero chiude al 13° posto (1’00”73) ed Emma Martinelli al 16° (1’02”21). Si difende come può nei 1500 (certamente non la sua distanza preferita) Silvia del Fava che chiude al 12° posto in 4’57”59. L’allieva Letizia Gamberi, realizzato che tutte le atlete iscritte (con personali migliori del suo) si sono presentate al via, si ritira risparmiando le energie per gli 800 di domenica. Risultati non eccezionali nel peso: Valentina Raspa è 14^ (9,56) e Ambra Julita 17^ (9,22). La classifica provvisoria ci vede allontanarci dalle prime posizioni. Dopo un attimo di rammarico per l’assenza di Laura Simoni nelle siepi (sarebbe arrivata 8^, ma non aveva realizzato il minimo di accesso di un soffio) è il momento della 4x100, gara sempre ad altissimo rischio. Gareggiamo nella serie con gli accrediti peggiori. Parte Alessia Berti che pennella un’ottima curva e passa il testimone (con un cambio di sicurezza, visto che non era stato provato) all’allieva Ginevra Masini, alla sua prima esperienza in un cds assoluto. Ginevra corre un bel rettilineo e realizza un cambio perfetto con Camilla Fiorindi, che (nonostante un cambio un po’ schiacciato) consente ad Audrey Alloh di presentarsi in testa sul rettilineo d’arrivo. Audrey controlla il tentativo di rimonta di Ilaria Narcisi della Adriatletica e taglia per prima il traguardo in 47”62, nuovo record sociale assoluto! Nella serie delle migliori solo la Quercia Trentingrana fa meglio di noi (47”31); il secondo posto ci rimette in corsa per la promozione. La giornata si conclude con la gara di marcia dove si presentano al via Costanza Giustini e la junior Nìcola Palchetti, preferita a Maria Giulia Cinque in quanto (visto il regolamento) era necessario migliorare il secondo punteggio juniores. Dopo il ritiro dall’agonismo di Serena Stoppioni ed Eleonora Gatti Costanza è il capitano della squadra (disputò la sua prima finale nazionale nel 2002, quando ancora correva i 5000) ed ha interpretato questo suo ruolo alla grande, chiudendo in un inaspettato quarto posto nell’ottimo tempo di 26’32”10. Stupisce anche Nìcola Palchetti che, sospinta dal tifo di Maria Giulia a bordo pista, fa il personale (28’04”19) e chiude 12° in lacrime (di gioia). Chiudiamo incredibilmente la prima giornata in testa alla classifica, anche se in albergo la parola d’ordine è minimizzare (ma sotto sotto c’è chi comincia a crederci…). La seconda giornata si apre con l’asta, gara come al solito interminabile, che si concluderà quasi tre ore dopo l’inizio. Claudia Benedini , dopo un errore alla misura di ingresso di 3,20, va su pulita fino a 3,40, poi un errore a 3,50, misura che supera al secondo tentativo prima dei tre errori a 3,60. Il suo 3,50 è comunque sufficiente per il 3° posto, nostro terzo podio fino a quel momento. Cristina Di Giorgio era invece in forse per uno stiramento alla coscia, ma non è tipo da tirarsi indietro quando c’è da lottare: supera i 3 metri alla prima prova e conquista un prezioso 11° posto. E’ la volta del disco dove Ambra Julita conquista quella che sarà la nostra unica vittoria. La lanciatrice piemontese, ancora alle prese con i noti problemi di tenuta di gara, riesce a tenere dietro di un soffio Silvia Lomi fino alla fine; poi, ormai certa della vittoria, centra anche la misura: 46,32! Ma grandi progressi anche per l’allieva Giulia Tirinnanzi che migliora ancora il personale e con uno strepitoso 39,25 (lo storico record sociale di Francesca Internò è sempre più vicino…) agguanta il 5° posto. Mentre si susseguono i salti delle astiste e i lanci delle discobole, buone prove nei 400 hs da parte di Emma Martinelli, 7° in 1’05”90 dopo una gara corsa più sulle avversarie che sul ritmo, e dell’allieva Ann Caroline Danielsen, 9^ in 1’06”43 ed ormai reinventatasi ostacolista ad un anno esatto dal suo addio al mezzofondo. Gli 800 sono una delle gare che presentano i migliori tempi di iscrizione, ma le giovani Letizia Gamberi (allieva) ed Ester Vivoli (junior) ci mettono tutto quello che hanno e chiudono rispettivamente 13^ (2’26”91) e 16^ (2’29”02). Nei 200 altro gran bottino di punti della coppia Alloh-Fiorindi. Audrey è quarta in 24”92 e Camilla quinta in 25”13. La classifica provvisoria ormai prende una forma realistica in quanto tutte le squadre hanno raggiunto i punteggi minimi, e siamo sempre davanti, tallonati da Quercia, CUS Palermo e Atl. Brugnera. L’impresa pare davvero ad un soffio… Ma ecco l’imprevisto che rischia di mandare tutto a monte, mentre si svolgono le gare del giavellotto (dove non presentiamo atlete al via) e dei 5000, sulla pedana del lungo Alessia Berti e Francesca Giorgetti sono ingannate dal vento ballerino e non vanno oltre il 12° e 23° posto. Il lungo era una delle gare da cui ci aspettavamo più punti e questo imprevisto potrebbe davvero rovinare tutto sul più bello. Una situazione del genere è il momento migliore per avere in pista Silvia Del Fava. La pienamente recuperata mezzofondista lucchese è infatti, da sempre, una che non si tira mai indietro quando c’è da soffrire. Silvia lotta metro su metro in un 5000 durissimo e conclude stremata con uno splendido 8° posto in 17’37”91. Mentre tutti tengono l’occhio alla pedana del lungo, dove si disputano i salti di finale, si svolge la conclusiva 4x400. Le allieve Eleonora Caprara (anche lei esordiente in un cds assoluto) ed Ann Caroline Danilesen, Emma Martinelli (al suo terzo 400 in poco più di 24 ore) e Chiara Del Nero danno tutto quel che hanno e conquistano un preziosissimo 7° posto in 4’03”00. L’attesa è della classifica finale è snervante: è chiaro che la Quercia ci ha superato e che siamo fuori portata per il CUS Palermo, ma l’Atletica Brugnera di Alessia Trost fa davvero paura e a nulla valgono i tentativi di anticipare la classifica finale facendo i conti con chi da Firenze sta seguendo le gare su internet. Ma alla fine il sogno si realizza e l’urlo di gioia è incontenibile. Questa giornata resterà negli annali della società e probabilmente tra i ricordi più belli di tutte le atlete che vi hanno preso parte. Chiudiamo con alcuni numeri che danno maggior valore alla nostra impresa. La squadra assoluta femminile nacque nel 1999 sotto la spinta di Vittoria Paoletti e disputò nel 2000 la sua prima finale B (gareggiarono, tra le altre, Silvia Lazzeretti ed Eleonora Gatti). La squadra è cresciuta lentamente, così come la società, contando sulle atlete che provenivano dal vivaio e su alcuni importanti innesti esterni (principalmente grazie all’accordo di collaborazione con la Virtus Lucca), conquistando prima la finale A1 (2006) e poi la A Argento (2008). La promozione conquistata a Comacchio permetterà (punteggio di conferma 2011 permettendo) ad una squadra femminile toscana di disputare nuovamente la finale scudetto, tre anni dopo l’ultima apparizione degli ASSI (squadra assoluta oggi scomparsa). Da sottolineare infine che l’età media delle componenti della squadra è pari a 20,8 anni, che gareggiavamo senza straniere, e che il 52 % delle atlete provengono dal nostro settore giovanile (hanno cominciato cioè da cadette o nelle categorie inferiori); a conferma di una società che cresce (e non perde per strada) i propri talenti, che può contare su tecnici ed istruttori di primo ordine e che tiene alto il nome di Firenze e della Toscana nel panorama dell’atletica nazionale.

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